La validità del modello multifiliera di Terremerse

Pubblicato da Papi Pierluigi

Nel mese di agosto è stato presentato e approvato dal Consiglio di Amministrazione di Terremerse il controllo contabile consuntivo al 30 giugno e la riproiezione dei dati di bilancio al 31 dicembre 2020.

Spiega il Direttore Generale, Emilio Sabatini:

«Il risultato complessivo è particolarmente buono, mostrando un incremento di marginalità sia rispetto al semestre 2019 sia, sulla base della proiezione annuale dei numeri, al budget 2020. Il primo semestre, in piena pandemia Covid-19, ha avuto dinamiche particolari sia climatiche sia di mercato. Per quel che riguarda il primo aspetto, la primavera è stata caratterizzata da gelate tardive prima, che hanno causato forti danni alle colture arboree, e da eccezionale siccità poi, che ha determinato per le colture annuali estensive un rilevante calo delle rese produttive. Per la Cooperativa questo si è tradotto in un calo sensibile delle vendite di mezzi tecnici, in particolare agrofarmaci, con conseguente rilevante calo di margine. La campagna di raccolta del grano ha risentito delle condizioni di siccità (in particolare le semine tardive), anche se meno di quanto ci si potesse attendere: rispetto a un’aspettativa di budget di 95 mila tonnellate, ne sono state raccolte 92 mila».

Le dinamiche di mercato - il periodo del lock down ha favorito l’incremento dei consumi domestici - hanno dato un grande aiuto sia al settore delle Carni, che nel semestre ha avuto un incremento di circa 3 milioni di euro rispetto al 2019, sia a quello dei Cereali, dove le alte quotazioni del grano duro hanno permesso la vendita delle scorte di fine anno a margini molto premianti, dimostrando ancora una volta la validità della nostra Gestione commerciale annuale.

L’ottimo risultato complessivo gestionale è determinato da eventi che difficilmente potranno ripetersi, perlomeno con la stessa intensità. Quindi, se da un lato non si può far affidamento in futuro sulle stesse dinamiche, dall’altro è da apprezzare la validità del modello multifiliera di Terremerse che riesce a “normalizzare” il rischio di impresa, ossia a compensare andamenti meno favorevoli (come per le Agroforniture il 2020) con dinamiche di settore più vantaggiose (Carni e Cereali).

Gli eventi favorevoli da soli non bastano: vanno colti e per farlo occorre una struttura organizzata e flessibile che porti a valore le opportunità che si presentano.

«La struttura non è fatta (solo) da muri, impianti e magazzini, ma anche e principalmente da persone – sottolinea Sabatini -. Per questo occorre ringraziare ed essere orgogliosi di tutti i dipendenti di Terremerse che in una fase molto complicata per le condizioni in cui il lavoro si è svolto, hanno fatto funzionare l’azienda nel modo migliore, in alcuni casi assorbendo i maggiori carichi di lavoro: mi riferisco ai reparti produttivi (Carni), ai centri distributivi (Punti Vendita), ai Centri di stoccaggio cereali, agli Uffici che hanno coordinato la fase (ancora in corso) di emergenza e anche coloro che potendo svolgere il proprio compito da casa hanno contribuito, ove possibile, a favorire i necessari distanziamenti».

Ovviamente il 2020 non è ancora terminato e vedremo a fine anno se il trend sarà confermato, ma al momento la risposta gestionale e organizzativa a una contingenza critica, è stata straordinaria.

Lo scenario nazionale e mondiale dell’immediato futuro è quantomai incerto e preoccupante: il calo della ricchezza e della capacità di spesa delle famiglie non si è ancora concretamente manifestato, probabilmente ha prevalso l’euforia estiva post lock down. Gli attuali dati del PIL sono drammatici, -18% rispetto all’anno precedente. Come Terremerse non possiamo cullarci sulla nostra natura di attore all’interno del settore primario, perché comunque apparteniamo al sistema economico, che è unico.

Per questi motivi, per la nostra azienda l’essersi rafforzata dal punto di vista patrimoniale nel 2019 e nel corso del 2020 è fondamentale, consapevoli di dover perseguire comunque il miglioramento, di cercare nuove soluzioni e opportunità, sia strategiche sia organizzative.

Nascita di una nuova Filiera. Terremerse ha avviato un importante progetto sul nocciolo per la messa a dimora di 600 ettari in 5 anni nelle regioni in cui la Cooperativa è più presente: Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, territori vocati per questa coltura. Il Progetto Nocciolo e la volontà di diventare attore importante di una filiera di qualità al 100% italiana, si inserisce a pieno titolo negli orientamenti strategici di Terremerse e nella struttura organizzativa che la Cooperativa si è data, rientrando tra l’altro il prodotto in questione nelle valorizzazioni previste in agricoltura dalla normativa comunitaria. A tal proposito ricordo che lunedì 31 agosto, Terremerse e Pempacorer si sono ufficialmente fuse con l’ultimo atto notarile previsto dal lungo percorso di integrazione. Pertanto dal 2021 l’attività di Organizzazione di Produttori sarà svolta da Terremerse per il tramite della propria Sezione Ortofrutta.

Conclude il Direttore Generale: «Terremerse classifica il Progetto Nocciolo come iniziativa strategica per sé stessa e per propri Soci. Per questo ha deciso di affrontare l’impegno coinvolgendo da subito l’intera struttura organizzativa, individuando una risorsa interna, Marco Babini, che svolgerà la funzione di capo progetto affiancato da un consulente tecnico esterno, dall’Ufficio Ricerca e Sviluppo e dai Responsabili tecnico-commerciali di Area. L’Ufficio Comunicazione curerà gli aspetti della corretta informazione e divulgazione, così come il Presidente assieme al sottoscritto si occuperanno dei rapporti istituzionali con le Regioni e le Amministrazioni locali, per prevedere iniziative che possano essere da incentivo al Progetto».