Andamenti economico-finanziari 2019 e budget 2020

Pubblicato da Papi Pierluigi

Siamo ancora lontani dalle operazioni contabili che ci condurranno alla chiusura civilistica e fiscale del bilancio 2019: per la complessità della Cooperativa e la necessità di stimare correttamente alcune poste determinanti, generalmente il progetto di bilancio viene approvato dal Consiglio di Amministrazione nella prima metà di maggio e portato all’attenzione dei Soci a giugno.

Registriamo un incremento di fatturato rispetto al 2018 (147 milioni € contro 143 milioni €) e abbiamo un’indicazione attendibile del risultato economico del 2019, che confermando le aspettative del budget, evidenzia un buon recupero di marginalità, frutto dell’attività multifiliera della Cooperativa e delle scelte strategiche operate.

«La soddisfazione per il buon risultato economico previsto è molto attenuata dalla consapevolezza delle difficoltà che si sono registrate sui territori per i nostri Soci e le aziende agricole in generale – precisa il Direttore Generale, Emilio Sabatini - Non stupiscono più, ormai, le anomalie climatiche, costante minaccia per il settore, che determinano alti costi di gestione per l’insorgenza di fitopatie e rese produttive non adeguate in termini quantitativi e qualitativi. A ciò si è aggiunto un generalizzato andamento dei prezzi di mercato delle colture sicuramente insoddisfacente.

In questo difficile scenario Terremerse deve perseguire il proprio scopo sociale, ossia cercare di produrre utilità per i propri Soci sia attraverso la vendita di beni e servizi sia con la valorizzazione dei prodotti agricoli ritirati».

La Cooperativa sta cercando di migliorare costantemente la propria attività in tal senso, investendo risorse in personale tecnico e ricercatori con l’obiettivo di ottimizzare il servizio agronomico, inteso come orientamento verso l’utilizzo più efficiente dei mezzi tecnici (mix ottimale tra impiego di risorse ed efficacia), e ricerca delle varietà colturali più vantaggiose.

Al tempo stesso Terremerse sta sostenendo importanti investimenti nelle strutture di ricezione e stoccaggio cereali per permettere di gestire il prodotto in modo differenziato, valorizzandone le caratteristiche coerentemente ai contratti di filiera di riferimento che coinvolgono un numero crescente di aziende agricole.

Prosegue il Direttore Generale: «La Cooperativa deve essere uno strumento al servizio dei Soci e al tempo stesso non deve mai perdere la propria identità di azienda, perseguendo pertanto l’equilibrio economico e finanziario per garantirsi le risorse necessarie per sostenere gli investimenti. Come le altre imprese deve prevedere, attraverso il proprio bilancio, un processo di accumulazione per mantenere un equilibrio tra i mezzi propri e le risorse finanziarie di terzi.

Diversamente dalle imprese con fine di lucro, la Cooperativa ha come scopo non la massimizzazione del profitto, bensì il perseguimento del rapporto mutualistico con i Soci e il fine ultimo di durare nel tempo traghettando il proprio patrimonio (attualmente pari a 38 milioni di euro a valori contabili) alle future generazioni».

Anche dal punto di vista finanziario, ossia delle dinamiche dei flussi di cassa, il 2019 ha fatto segnare un buon recupero rispetto al 2018. Il dato consuntivo di posizione finanziaria netta al 31/12 (debito finanziario) è migliorativo per 7 milioni di euro rispetto a pari data dell’anno precedente.

Le motivazioni di tale risultato sono collegate da un lato all’operazione di cessione alla cooperativa Apofruit del ramo di azienda della frutta fresca, dall’altro alle attività di controllo del capitale circolante netto, segnatamente crediti e magazzino.

Il budget per l’anno 2020, che sarà a breve presentato al Consiglio di Amministrazione, è stato costruito in modo integrato tra i settori Agroforniture, Cereali e Ortofrutta da industria, per singola Area geografica in cui è suddivisa dal punto di vista organizzativo l’attività di Terremerse.

Ricordiamo che dalla fine del 2019 i tre settori prima ricordati fanno parte del Settore Operativo Integrato, coordinato in modo unitario dal Direttore Operativo Andrea Pasini.

Uno dei requisiti principali richiesti tra gli obiettivi di budget riguarda l’aspetto finanziario, in particolare la gestione delle giacenze di magazzino e la selezione dei clienti in funzione dell’affidabilità e rispetto dei tempi di pagamento concordati.

In riferimento ai settori di attività ricordati, al di là degli aspetti climatici, non prevedibili, lo scenario congiunturale al momento non risulta differente rispetto all’anno precedente.

Non così per il comparto Carni, che dalla seconda metà del 2019 ha visto una crescita verticale dei prezzi delle principali materie prime suinicole (mediamente il 40%). Causa di questa dinamica è il forte aumento della domanda da parte del mercato cinese, grande consumatore, divenuto deficitario di prodotti come conseguenza della peste suina che ha colpito gli allevamenti suinicoli del Paese.

In generale, il mercato difficilmente è disposto a pagare tali aumenti. Ne consegue che l’industria di trasformazione si trovi schiacciata tra gli allevatori e la distribuzione, subendo pertanto una inevitabile contrazione di marginalità.

Il settore Carni all’interno della Cooperativa, già nel 2019 ha subito una perdita di redditività causato dall’evento descritto.

Stante la situazione, sebbene siano stati recentemente ottenuti incrementi di listino da alcuni importanti clienti e si prevedano quantitativi incrementali di vendita, difficile ipotizzare per il 2020 un andamento migliorativo rispetto all’anno precedente.

 

Conclude Sabatini: «L’attività della Cooperativa indirizzata su diversi settori di attività e su differenti ambiti di mercato, permette una “normalizzazione” della gestione andando ad attenuare i rischi provocati da “variabili” esterne: pertanto complessivamente a livello aziendale, nel 2020 esistono le condizioni per ottenere un risultato economico e finanziario in linea con il 2019».