Un bilancio in chiaroscuro per i cereali a paglia

Pubblicato da Papi Pierluigi

Terminate le trebbiature, per quanto riguarda il raccolto 2019 di cereali a paglia si può affermare che, dal punto di vista produttivo, non si è trattato di un’annata straordinaria.

I primi dati relativi alla produzione del frumento duro, indicano, almeno per quanto riguarda il nord Italia, risultati non soddisfacenti dal punto di vista quantitativo. A livello nazionale Italmopa stima una contrazione della produzione del 2%. Il protrarsi delle piogge del mese di maggio, ha influenzato negativamente la qualità con la manifestazione d’importanti difettosità, che risultano essere negative per l’industria pastaria. Per quanto riguarda il frumento tenero va fatto un discorso diverso. Le produzioni, anche se in modo diversificato da area ad area, nella media si sono contraddistinte per una buona resa unitaria. A livello nazionale, sempre Italmopa stima un incremento della produzione del 5% circa. Sotto l’aspetto qualitativo, anche per il frumento tenero la produzione presenta, in alcuni areali, delle criticità anche in questo caso riconducibili ad andamenti climatici anomali. Dunque luci e ombre per quanto concerne la qualità del raccolto nazionale 2019 di frumento tenero e di frumento duro per la produzione di farine e semole destinate a prodotti simbolo del “Made in Italy”. «A campagna non ancora completamente conclusa, Terremerse in termini quantitativi si può ritenere soddisfatta per la buona risposta delle aziende agricole – spiega Augusto Verlicchi, Direttore Grandi Colture - Questo nonostante la fortissima forbice riscontrata nelle rese unitarie, nei pesi ettolitrici e nei livelli proteici. Dal punto di vista sanitario, le produzioni dei nostri areali, nonostante le preoccupazioni iniziali dovute al difficile andamento stagionale, non hanno mostrato problemi evidenti e si sono limitati alle sole difettosità mercantili».