30 aprile 2011: cent’anni di Terremerse

Pubblicato da Papi Pierluigi


30 aprile 2011: cent’anni di Terremerse

Contributo di Tito Menzani, Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Economiche.
Il 30 aprile 1911 nasceva la Cooperativa coloni, piccoli affittuari e piccoli proprietari del Comune di Massa Lombarda, per iniziativa di undici agricoltori della zona. 

La società si proponeva di operare nel settore delle agroforniture e in quello della vendita collettiva dei prodotti dei soci, e di istituire una cassa prestiti sul modello delle banche di credito cooperativo, che all’epoca si chiamavano casse rurali. Se quest’ultimo proposito rimase di fatto sulla carta, l’attività di commercializzazione a favore e per conto dei soci fu un successo, tanto che la base sociale si allargò ben presto a nuovi agricoltori.
Si creavano così le premesse di una gestione collettiva dei servizi commerciali destinati all’azienda contadina, nell’intento di aggirare le speculazioni degli intermediari e incrementare i margini di guadagno degli agricoltori soci.
Quell’esperienza del 1911 non è altro che il punto d’inizio di un percorso imprenditoriale di successo, che oggi ha il nome di Terremerse. Infatti, la Cooperativa coloni di Massa Lombarda attraversò, fra molte difficoltà, gli anni del fascismo - una cultura politica antidemocratica e quindi avversa alla cooperazione - e nel secondo dopoguerra tornò ad essere protagonista nel mercato locale, in particolare nelle agroforniture. Contemporaneamente si erano sviluppate altre cooperative, con radici altrettanto profonde, che insistevano sui comprensori limitrofi, fra le quali possiamo ricordare la Cooperativa agricola contadini di Conselice, ma anche quelle più piccole di Bagnara, Pieve Cesato e Giovecca. Nel 1971, dalla fusione tra le cooperative di Massa Lombarda e Conselice con questi altri sodalizi nacque la Cooperativa agricola provinciale di servizi ai contadini (Capsc). Dieci anni dopo, quest’ultima accorpò anche l’ufficio commerciale della Federazione delle Cooperative, che espletava le medesime funzioni a favore delle cooperative fra braccianti. Conseguentemente il nome fu cambiato in Cooperativa ravennate servizi per l’agricoltura (Coras).
Nel dicembre del 1991, nell’ambito di una complessiva ristrutturazione della cooperazione agroalimentare emiliano romagnola, la Coras iniziava un processo di assorbimento di altre realtà romagnole e ferraresi e assumeva il nome di Terremerse. Si trattava di un’impresa che continuava ad agire nel mercato dello scambio di beni e servizi, intesi come sostegno all’imprenditore agricolo per la pianificazione colturale, con l’obiettivo di favorire il collocamento delle produzioni nella filiera cooperativa e nel mercato privato. Parallelamente, anche il settore cooperativo dell’ortofrutta si fece interprete di un intento di sviluppo e di modernizzazione, pure in un’ottica di alleanza con le strutture delle province confinanti. E così i vari “frigor” della provincia - come erano chiamate le cooperative ortofrutticole di Mezzano, Lavezzola, S. Pietro in Campiano e Massa Lombarda - furono analogamente interessate da processi di fusione, che avevano lo scopo di abbattere i costi fissi e realizzare economie di scala più vantaggiose per i soci. Nel 1997, questo percorso di progressive aggregazioni ebbe un primo risultato importante, con la confluenza delle varie esperienze sopra richiamate nella cooperativa Pempa di Imola, nata nel 1953, e il cui acronimo significava Piccoli e medi produttori agricoli.
Nel 2002, poi, Pempa si integrava in Terremerse che, conseguentemente – anche a seguito di altre acquisizioni – è oggi diventata una realtà cooperativa che associa oltre seimila agricoltori del Ravennate, del Forlivese, del Ferrarese, dell’Imolese e di alcuni comprensori del Centro-Sud, e che si occupa dell’approvvigionamento di quanto è necessario per l’attività agricola e dei servizi relativi al conferimento dei prodotti cerealproteici e ortofrutticoli.
In cento anni di storia - che Terremerse festeggerà il 30 aprile del 2011 - la proposta imprenditoriale cooperativa si è dimostrata in grado di affermarsi nel mercato e di mostrarsi vincente, perché imperniata sui concetti di partecipazione, vantaggio, rete e innovazione. Il fatto che Terremerse derivi dalla spontanea aggregazione di decine e decine di cooperative, aderenti non solo a Legacoop, ma anche a Confcooperative e Agci, che operavano su territori diversi e su segmenti merceologici differenti pur se contigui, dimostra che il mettersi insieme per perseguire uno scopo imprenditoriale condiviso, conveniente e convincente non solo è possibile ma è anche opportuno.