Prime valutazioni sulle semine dei cereali a paglia

Pubblicato da Papi Pierluigi

Seppure in ritardo, dovuto al cattivo tempo, le operazioni di semina dei cereali a paglia si possono dire completate su tutto il territorio nazionale.

Meno frumento duro, ma più frumento tenero e orzo è il comune denominatore in tutti gli areali.

«Le nostre stime prevedono un calo del frumento duro del 10% (con punte fino al 30%), ma nel contempo un incremento delle superfici di frumento tenero dal 4 al 15% (con un ulteriore aumento delle varietà di forza) e di quelle di orzo su tutti i territori, che però non influiscono sugli ettari totali dei cereali autunno vernini - illustra Augusto Verlicchi, Direttore Grandi Colture Terremerse - Sul fronte delle leguminose, in particolare per le aree del centro - sud Italia, prevediamo un incremento delle superfici di favino, pisello proteico e leguminose da foraggio».

I prezzi bassi, soprattutto del frumento duro, che si sono verificati anche durante il periodo delle semine, non hanno certamente incentivato questa coltura.

A questo si aggiunge l’aumento del fenomeno, che non accenna a diminuire, legato all’impiego di semente non certificata.

Tale situazione non è soltanto italiana, ma, come ci hanno riportato i nostri colleghi francesi che sono intervenuti all’ultimo Comitato di Coordinamento Commerciale di ANB Coop/ISA, gli andamenti sono analoghi anche nel loro Paese.

Nicolas Prevost della Società Durum, ramo commerciale delle Cooperative Arterris e Axereal, prevede in Francia un calo del frumento duro del 20%.

Thomas Impellizzeri, della Cooperativa Ocealia, stima per il grano tenero francese un incremento delle superfici del 4% e un aumento delle produzioni del 10%, che potrebbe arrivare al 16% se si considera tutta la produzione UE derivante sia dall’incremento delle superfici sia dalle maggiori rese.

Sulla base di questi fondamentali, va da sé che per il raccolto 2019 del frumento tenero si potrebbe assistere a un ribasso di prezzo rispetto a quello attuale.